Quante volte ci siamo sentiti dire che il cioccolato fondente è più sano di quello al latte? È vero: ha più cacao, meno zuccheri ed è più ricco di antiossidanti. Tuttavia, quando si tratta di consumo quotidiano e moderato, la differenza tra i due non è così marcata come spesso si crede.
In questo articolo vedremo cosa cambia davvero tra cioccolato fondente e al latte, in termini di nutrienti, calorie e benefici, e perché, se si rispetta la porzione consigliata, entrambi possono trovare spazio in un’alimentazione equilibrata.
Perché alla fine, più che demonizzare un tipo di cioccolato, è importante imparare a gustarlo con consapevolezza.
Cosa distingue il cioccolato fondente da quello al latte?
1) Contenuto di cacao e presenza di latte e zuccheri
Il cioccolato fondente è una preparazione ottenuta da prodotti di cacao e zuccheri, che presenta un tenore minimo di sostanza secca totale di cacao del 35%, di cui non meno del 18% di burro di cacao e non meno del 14% di cacao secco sgrassato.
Anche se la percentuale minima di cacao è 35%, sul mercato si trova cioccolato fondente con percentuali anche molto maggiori, dal 43% (percentuale minima per essere definito “extra”), al 55%, 70%, fino addirittura al 99%. Più aumenta la percentuale di cacao, più diminuisce il contenuto di zuccheri nel cioccolato.
Il cioccolato al latte è una preparazione ottenuta da prodotti di cacao, zuccheri e latte o prodotti derivati dal latte e che presenta un tenore minimo:
di sostanza secca totale di cacao del 25%;
di sostanza secca del latte ottenuta dalla disidratazione parziale o totale di latte intero, di latte parzialmente o totalmente scremato, di panna, di panna parzialmente o totalmente disidratata, di burro o di grassi del latte del 14%;
di cacao secco sgrassato del 2,5%;
di grassi del latte del 3,5%;
di grassi totali (burro di cacao e grassi del latte) del 25%.
2) Differenze nutrizionali di base
Come abbiamo visto dagli ingredienti, il cioccolato fondente presenta di solito una quantità di cacao maggiore rispetto al cioccolato al latte. Questo fa sì che, generalmente e all’aumentare del cacao, il cioccolato fondente:
contenga meno zuccheri;
contenga più grassi totali (anche se nel cioccolato fondente non sono presenti grassi del latte, ha un tenore maggiore di burro di cacao);
apporti più energia, essendo i grassi più calorici degli zuccheri;
apporti una maggiore quantità di fibra alimentare;
fornisca una vasta gamma di molecole antiossidanti;
abbia un contenuto superiore di caffeina.
Infine, occorre ricordare che nel cioccolato fondente non è presente nessun derivato del latte, in quanto composto solo da prodotti del cacao e zuccheri, perciò apporta una quantità inferiore di calcio, ma superiore di ferro e non contiene lattosio.
3) Sapore e texture
La diversa composizione dei vari tipi di cioccolato ne influenza certamente il sapore e la consistenza: il cioccolato al latte può essere più cremoso, setoso e dolce, molto amato dai bambini, quello fondente più amaro e deciso, dalla texture liscia. Entra qui in gioco la preferenza personale e l’esperienza gustativa ricercata.
Benefici nutrizionali del cioccolato fondente
Rispetto al cioccolato al latte, il cioccolato fondente ha un maggiore contenuto di una vasta gamma di polifenoli, in particolare flavonoidi. Si tratta di un gruppo di molecole in grado di offrire numerosi benefici sulla salute, grazie agli effetti antiossidanti, antinfiammatori, immunomodulatori e neuroprotettivi. Un consumo regolare di alimenti ricchi di polifenoli è correlato a un minor rischio di malattie croniche, a benefici cardiometabolici e della salute generale.
Le fonti più importanti di polifenoli sono frutta e verdura, che costituiscono la base della dieta mediterranea, ma anche cereali integrali, semi, spezie ed erbe aromatiche, tè, caffè e cioccolato. Una piccola porzione di cioccolato fondente può apportare infatti da 100 a 400 mg di polifenoli. Se consideriamo che i maggiori benefici si osservano con assunzioni giornaliere tra 400 e 1500 mg al giorno (suscettibili di variazioni a seconda dei fabbisogni individuali) possiamo concludere che una piccola quantità di cioccolato fondente può contribuire significativamente all’apporto di polifenoli con la dieta.
Nonostante una moderata assunzione di cioccolato fondente sia associata da numerosi studi a un miglioramento della salute cardiovascolare, attribuibile ai benefici dei polifenoli, c’è da dire che il cioccolato è un alimento energicamente denso, che consumato in eccesso può contribuire a un aumento di peso. È importante perciò inserirlo all’interno di una dieta bilanciata e nella giusta quantità, perché i benefici superino i rischi sulla salute.
Il cioccolato al latte è davvero "meno sano"?
Come abbiamo dedotto dalla sua ricetta, il cioccolato al latte solitamente contiene un po' più zuccheri rispetto a quello fondente, ma d'altro canto meno grassi: questo significa che non è necessariamente più calorico e perciò non incide sul peso corporeo più di quanto non possa fare un eccesso di consumo di cioccolato fondente. Il suo svantaggio più grande è il minor contenuto di polifenoli, che conferiscono invece al cioccolato fondente le proprietà benefiche per cui è noto. Dobbiamo però ricordare che la fonte principale di polifenoli nella nostra dieta sono frutta, verdura e gli alimenti alla base della dieta mediterranea, che in un'alimentazione equilibrata sopperiscono già da sé al soddisfacimento del fabbisogno giornaliero.
La vera chiave: la porzione
I LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia) suggeriscono che una porzione standard di cioccolato è pari a 10 grammi. Questa piccola quantità, che corrisponde a uno o due tasselli di cioccolato o a un cioccolatino medio, è solitamente adeguata a inserirsi all'interno di una giornata alimentare equilibrata di una persona adulta sana. Dando per scontato che ogni persona ha fabbisogni diversi e individuali, in linea generale possiamo affermare che i rischi, legati all'eccessivo apporto energetico, stanno più nell'abuso che nel tipo di cioccolato.
Conclusione: fondente o al latte?
Non esiste una scelta assolutamente giusta o sbagliata. Possiamo preferire l'uno o l'altro in base ai gusti personali, oppure a obiettivi nutrizionali specifici ma, se consumato con moderazione e all’interno di una dieta equilibrata, le differenze tra i due tipi di cioccolato sono molto ridotte. La differenza sta più nel quanto che nel quale.